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Full text of "Funerale dell'eminentissimo e reverendiss.mo prencipe il sig.r cardinale Giovanni Badoaro, vescovo di Brescia, morto li 17. maggio dell'anno corrente 1714 : celebrato da tutti gli ordini della città in segno di universale ossequiosissimo affetto alla Sua Santa memoria, il dì 14. agosto dell'anno medesimo"

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FU NERA LE 

Deli' Eminentifsimo, e Reverendifs. m0 

PRENCIPE 

IL SIG." CARDINALE 

GIOVANNI 
BADO ARO 

VESCOVO DI BRESCIA 

Morto li 1 7. Maggio dell' Anno 

corrente 1714. 

CELEBRATO 
DA TUTTI GLiVrDINI DELLA CITTA' 

In fegno di Univerfale Offequiofilììmo 

affetto alla fua Santa Memoria 
il dì 14. Agoflo dell'Anno medefirno. 



cv&X'*» Gtf^vv c/?;\»> 
►SiiSS* £&%%. ^tls* 



IN BRESCIA, M^DCCXIV. 



Dalle Stampe di Gio: Maria Rizzardi, 
Con Licenza de Superiori. 






,v 



ESPOSIZIONE 

DELL'APPARATO FUNERALE 

FATTO PER LE SOLENNI ESEQUIE, 

CELEBRATE DA TUTTI GLI ORDINI 
DELLA CITTA' DI BRESCIA 

v/£ll ' EmìnentiJJìmo , e Reverendijjirno 

SIGNOR CARDINALE 

GIOVANNI BADOARO 

SUO VESCOVO DI GLORIOSA MEMORIA. 




Omc da molti Secoli addietro non ebbe querr.a_, 
ChieladiBrefciaPaftore ne più amabile, ne più 
amato dell' Eminentiffimo Sig. CARDINALE 
GIOVANNI BADOARO di S., e Fel.Mem.: 
così non ebbe ogetto più dolorofo della fua Morte, 
fuccedutali iy.Maggio dell'Anno corrente 17 14. 
dopo il ritorno dalla Vifita della Diocefi . E ben_, 
ha date prove tali d'amore, e di dolore in quefira 
fua perdita , quali non mai in incontro di verun' altra, perla mancanza in 
quella fua Sede di Perfonaggi per ogni titolo riguardevoli. 

Tra le più folenni già. note , ella è (tata l'unanime , fpontanea , uni ve r- 
fale rifoluzione di tutti gl'Ordini della Città di onorar le memorie del 
Santo loro Prelato con fontuofìflime Efequie, dopole {olite farfi ai Defbn- 
ti Vefcovi dall' IIlufì:riiIìmo,e Reverendiflìmo Capitolo della Cattedrale; 
e di eternare le rimoftranze della ftima fua profondiflìma, del fuo tene- 
riilìmo affetto, e della inconfolabile fua tristezza, per quella fua Vedo- 
vanza acerbifìima nella maniera , che qui fi viene ad efporre. 

Luogo del Funerale. 

PEr intelligenza di chi Ieggeèneceflario premettere qualche notizia 
della ftruttura di quefta Chiefa Cattedrale , prefcielta per Teatro del 
pubblico amorofo lutto. Ella èqueltadi dilegno antichiflìmo., e di fi- 
gura circolare, girando con due ordini di muraglie,l'un de' quali circonda 
l'altro, così che formanfi due Rotonde, luna comprefa dall'altra . La pri- 
ma Rotonda di fuori ,che corre intorno alla feconda , qual cerchio intor- 

A a. no al 



no al fuo centro , è in tutto chiufa, con volta più baua ; e fi parte dalla per- 
fetta figura circolare colà folo , dove dirimpetto alla Porta maggiore, che 
mette su vafla Piazza ,s apre , e (1 ftende in due corte braccia ai lati della 
Tribuna. La feconda di circonferenza più flretta forge con un ben* alto 
Catino, foflenuto fui mafehio d'otto robufli Pilaflri, che vicendevolmen- 
te fi legano colle arcate, le quali paflan dall'uno all'altro, lafciando varchi 
fpaziofi intorno ad entrare per ogni verfo nell'Area , che s'apre in mezzo. 

Con tal notizia facilmente farà comprefo, quanto bene il ila potuto ri- 
durre il luogo à fervire fi acconciamente à quefla funebre Pompa , come 
fc appunto egli fulTe flato fatto à difegno, per fervi re à lei fola i in modo 
che tutto il Tempio fi pofTa dire un Funerale di perfertilfima unione , an- 
cor nel materiale della fua mole . Imperòche nell'Area della Rotonda in- 
teriore fi alzava fino alla fommità del Catino, su Colonne di Paragone ve- 
nato, maeftofo Catafalco Ifloriato , apparente per le aperture degl'archi, 
,da cui pendevano chioche , e lumiere d'argento . Nella facciata di den- 
tro ogni Pilaflro parti vafi in due Colonne ancor efTe di Paragone ; fra le 
quali forgeva su Piedeflallo una Statua di bianco marmo, come altresì 
nel dietro del Pilaflro, contro il quale nella Rotonda efteriore v'era un Pi- 
laftro finto di corrifpondenza,divifocome fopra in due Colonne colla fua 
Statua, e l'Arco finto tra l'uno, e l'altro Pilaftro rimpettoal vero cogl' or- 
namenti medefimi,correndofeguitatamenteintal guifa fino all' ingreffo 
della Tribuna f ferrate fuori le predette due braccia da due Palchi fitti per 
li Signori Mufici ) tutto il giro della Rotonda di fuori. 

Quefto è il tutto in confufo del Funerale , per quanto fi appartiene a! 
fuo Materiale . Siegue il Formale , che fi mette pur fotto l'occhio tutto ad 
un tratto , per diiìinguerlo pofeia paratamente , quanto farà neceffarió , 
per fare intendere il penfiero dell'Auttore. 

Ten/iero del Funerale , e fua Dijpofizione. 

DOvendo eflere i Funerali de' Crifliani ( e molto più de' Prencipi Ec- 
clefìaflici ) non vane pompe di fallo , che adulino fuor di propofi- 
tole ceneri dei Defonti, ma rimollranze fincere di giufta flima verfo i 
loro Meriti , ed onoranze della Virtù , che giovili* anco all' edificazione,e 
all' inanizione de Vivi : dalle vere Virtù dei Venerato Pallore , fi traile 
l'Idea più giufla, più convenevole agl'onori del fuo Sepolcro . Come per- 
ciò le Virtù proprie di S. Em. furon ie proprie del fuo Stato di Perfezione, 
(come appunto è lo flato del Vefcovo , fecondo la Dottrina de Teologi^ 
cioè le predicate da Gesù Crifto nel Monte agi' Apofloli deflinati Pallori 
dell'Anime, chiamate Beatitudini della Fia, perche fon vie perfettiflìme, 

che vanno 



5 

ohe vanno al cerni me fcliciilimo della Beatitudine eterna , ed ultime per- 
fezioni poflìbili al Viatore per meritarla: così quelle han fervito per or- 
nare il Tuo Funerale con fre^i del tutto fubi. 

Tutto l' intento perciò del Penfiero fu. di molirare, come S. E. li av van- 
zaflfe al poilèflo della Beatitudine confumara , ed eterna in Cielo per la via 
delle Beatitudini Evangeliche in Terra, conleguke coli' ciercizio collan- 
te diquelle EroichcVirtù perfettiiTime,che fecondo l'Oracolo dellalncrea- 
ta Verità fanno qui l'Vomo Beato. Quindi nella fommità della Machina 
Funerale fi ichierarono le predette otto Beatitudini della Via in atto di ef- 
ière accolte dalla Beatitudine della Patria , come in lor termine y ciò che 
fpiegavafi coli' aggiunta di dut Infcrizioni facre, polle afuolaogo nel 
Catafalco i l'ima delle quali relativa alle Beatitudini della Via diceva.., 
$eatumfecit eum inTerra * ; L' altra fpettante alla Beatitudine delta *Wa°j- 
Patria > &* < Bcatifica r vit illum in gloria, * E perche la perfezione di que- #£ff / 
ile Virtù fi ottiene col perfecto efercizio delle quattro Virtù Cardinali 8. 
Prudenza } Giujitzja , Temperanza, , Fortezza , trionfataci de Vizj con- 
trari alloroconfeguimento; a dimoftrar quella conneflìone, e cornea 
naturale propagazione, nel fondamento del Catafalco fi collocarono quat- 
tro Vizj oppreflì , e giacenti , fulle cui depreiììoni Tergevano le quattro 
Virtù Cardinali ; da cui, due per ciafeuna, diramanfileiudetteotto 
Beatitudini , accolte in Cielo dalla Beatitudine confumata. 

Quello penfiero non è capriccio di aerea Invenzione , ma fodamentc 
fondato fulle maflìme della Morale ,e Crilliana Filofofia , e foilenuto an- 
cora dalla più valida Auttorità de SS. Dottori Gregorio Magno , ed Am- 
brogio . Il Primo trattando dell'Edilìzio Spirituale dell'Anima (firn- 
bolo del quale farà la flruttura del Catafalco, come fi vedrà poco dopo^ 
lo forma in Quadro, e ne ferma i fuoi angoli fulle predette quattro Virtù. 
In quatuor angulis domus ifìafubfiflit , quia ntmirum folidum mentis no- 
fir<* fdifìcium Prudentia , Temperantia , Fortitudo , lujìitia fufiinet . ln~> 
quatuor ergo angulis domus ifìafubftflit , quia in his quatuor Virtutibus 
tota, boni operis firuilura confurgtt. Òr perche non s intendono quelle 
quattro Virtù, fé non s'intendoi>DÌ Vizj da loro efclufi , e trionfati, fi 
gettali quelli come cflremi riprovati nel fondamento, ilabilito fopra le 
loro oppreflìoni . 

L'Ignavia è fotto l'angolo Ilabilito nella Prudenza , come contrario da 
lei fuperato . La Dilettanza del Senfo fotto quello foggetto alla Te mpe- 
ranza . La Timidezza fotto il terzo foilenuto dalla Fortezza. La Filautia y 
eh' e un amore difordinatodife medefimo, lotto il quarto della Giulti- 
zia . E quello e il fondamento, che dà per la fua parreal penfiero il Pon- 
tefice S. Gregorio . Ecco i fenfi del Santo Pontefice . 3 Nonnunquam dum 

A 3 menti 



6 
menti Ignavia furrepit , Prudentta frigefcit y nam cumfeffa torpct , ventu- 
ra non providet . Nonnunquam dum non nulla menti DeleEiatto furrepit , 
Temperantia nojìra marcefcir.inquantum enim ad deleciatiomm pr&fentium 
due imur yintantum minti s ab illicitis tempcramus . "Non nunquam fé Ti- 
mor cordi infinuat 3 & vires nojìra Fortitudinis turbat y €> co minor es con~ 
tra adverfa exifìimus , quo quidam perdere immoderatius diletta formi- 
damus. INonnumquam vero amor fuus fé menti ingerit , e amque latenti 
motu a rettitudine Jufìitia divertit y & quo fé totam Authori reddere ne- 
* 2. Moral. gligic y eb in fé vera Jufìitia contradicit . * Dove fi vuole avvertito , che 
non tanto perche fi fiegue la condotta di quefta dottrina , quanto perche 
il Morale confiderà principalmente il vizio,à cui per la debolezza umana 
la virtù più propende, non fi mette le non un folo de duoi eftremi di quel 
fuo mezzo , eh' è la Virtù loro oppofta . 

S Ambrogio fi avvanza , e le S. Gregorio fomminiftra ciò , che dà fuf- 
fiftenza alla Fabrica ; quello ci luggeriice ciò, che le dà compimento di 
efatifTima perfezione nelle Evangeliche Beatitudini , che fi diramano dal- 
lue! c?4. le Virtù Cardinali già mentovate . Scimus , dice il S. * Virtutes ejfe~> 
circa finem. auatuor Cardinales , Temperantiam , Juftitiam , Prudentiam , Fortitudi* 
nem'j Indi alla Temperanza fa corrilpondere le d uè lue Beatitudini , una 
comprefa nell'altra . "Beati Pauperes Spiritu : habes Tcmperantiam , qua 
a peccato abfìinet 9 faculum calcat ,ilkcebrofa non quark . Alla Giuftizia> 
riferifee la fame , e fere delle opere virtuofe , e l'eicrcizio della mifericor- 
dia , che fono le altre due Beatitudini . "Beati qui efuriunr, & fttiunt Ju- 
Jìitiam : habes Jufìitiam ; qui enim efurit e furienti compatitur , compaten- 
do largitur, largì endo fit)ufìus , quia Iufìitia e)us manet in aternurn^ . 
Alla Prudenza riduce le Beatitudini di chi piagne , e di chi cerca la pace , 
Beati qui nunc fetis , quia ridebitis : Habes Prudentiam , cujus eflflerc~> 
occidua , &* e a qua aterna funt quarere , lugere Maculari a , quafeìpfa com- 
pii <rnant y Deum pacis mquirere , qui fluita mundi eligit , ut confundat Sa~ 
pientes , O 1 qui ea qua non funt deflruat , ut e a qua funt pojjìt adipi f ci. 
Alla Fortezza perfine rapporta la Manfuetudine , e l'Eroica Tolleranza di 
ogni perfecuzione mondana . Beati eriti s , cum n:os oderint nomines: 
Habes Fortitudinem ,fed eam qua non odium mereatur ex crimine ,fcd qua 
perfecutionempatiatur ex Fide . Sic enim ad pa/fionis pervemtur ccrouir^ 
figratiam hominum negligas , Divinam fequans . 

Ed ecco fulla Dottrina de due SS. Pontefici fondata tutta l'Idea dell'ap- 
parato Funerale, a cui fi dà compimento con aflTegnare a ciafeuna dello 
otto fudette Beatitudini, ovogliam dire perfezioni ultime delle Virtù 
Cardinali (oltre una figura facra fimbolica] gli oggetti loro; e ionotre 
per ciafeuna, guardati da ciafeuna diftintameme nepilafiri , retropi laft ri, 

e con- 



7 
econtrapilaitriàloro coniipondenti , coi!' aggiauca pur dì tre fimboli 

overo imprefe , ad efprimere or gli efFerti delle Virtù prati- 
carci or le lorproprietà,ed or il modo col quale il Ven. Prelato le prati - 
co: dòglie qui vedefi in una femplice occhiatale vedraiìi dipoi più di- 
ilintamente à fuo luogo . 

La Povertà dello Spinto ha per oggetto il deprezzo degli Onori mon- 
dani; il diftaccamento del cuore dai Beni terreni > lo fpropria mento vo- 
lontariodelle ricchezze . 

La Mondezza del cuore riguarda il purgamento dell' intelletto per 
mezzo delle cognizioni Divine; il purgamento della '-Volontà col rior- 
dinamento di tutti gl'affetti, il purgamento della Memoria colla di- 
menticanza delle cofe mortali y e rimembranza perpetua delle celelti . 

La Fame , e (etc della Giuftizia mira le opere giulte in genere ; il com- 
pleflb di tutte le Virtù 5 e la Scienza di operar giuitamenre le cofe 
giufte. 

La Mifericordia guarda le miferie proprie ipirituali > le miferie Spiri- 
tuali del Profilino ; e in fine le corporali per folievarle . 

Il Pianto ha per oggetto le proprie imperfezioni , i peccati altrui ; e il 
defiderio del Paradifo . 

La Pace mira l'amicizia dell' Anima con Dio ; la concordia della Vo- 
lontà coli' Intelletto ben regolato ; la fuggezione del Sento alla Ragione . 

La Manluetudine guarda tutto ciò che amareggia l'animo in genere ; 
in ifpezie, le ingiurie degli Uomini , e la moderazione della pena pe' Rei 
in chi per grado di Dignità efercita la Giuftizia . 

La Pazienza ha per oggetti l'odio de malvaggi 3 la maledicenza,elav 
perfecuzione intefa ancora à ptegiudicar nella Vita . 

Sovra ciafeuno di quelli Oggetti efpreflì nelle Statue fimboliche frap- 
porre alle Colonne (di cui il dilfe), non meno che fu Ile quattro Virtù 
Cardinali , e gli opporli Vizj , fi riflette con breve infcrizione allufiva per 
lo più à detti della Sagra Scrittura : il qual modo è paruto il più convene- 
vole ad un Soggetto sì grave , com' è il preferite . 

Deferitone distìnta del Funerale . 

PRemeffe le notizie fpettanti al materiale , e formale del Funerale , ve- 
niamo a darne la più diftinta , confederando (per quanto ne per- 
metterà lo ftudio della brevità) ogni fua parte più degna di oflervazionc ; 
avvertendo intanto il difereto , e faggio Lettore , che perciò non fi difen- 
derà à minuzie di definizioni , come ne pure à fpiegazioni non necelfarie 

A4 de Gè- 






a 

de Geroglifici , e Simboli , quando quelli ilan iufficientemcnte intelligi- 
bili ad Intelletto mediocremente erudito . 

E per cominciar dall' ingreffo nel Tempio (anzi diciamo nel Maufo- 
Jeo , in cui come dicemmo tutto il Tempio s'era formato ) era la P»rta di 
fuori fiancheggiata da quattro maeflofe Colonne d'ordine miilo, {or- 
genti fulle lue bali , e coronate di capitelli rotti a. fogliami,sù cui flende- 
vafi un benrobuflo Architrave , fin dove veniva a piegarli in forma di 
femicircolo . Nel mezzo di quefto fi alzava Brefcia figurata a'guifa di A- 
mazone difarmata dal fuo dolore , con a piedi i due Genj delle fue Virtù 
principali Fede > e Fortezza , che in atto anch' eflì di afflitti reggevan l'ar- 
mi , e le infegne della gran Donna , ma feompofte , e cadenti . A delira 
full' Architrave giaceva il principale fuo Fiume l'Ogiio , a fìnillra ii 
Mella ,alle bafi del colonnato verfo Settentrione il Chiefe , e verfo il Me- 
riggio il Garza, quattro fiumi di quefto Paradilo d'Italia , figurati pitto- 
relcamente proflefi coli' urne loro piegate , e verfanti le lor correnti di la- 
grime ì^iuper li colonnati , e pel fuolo . Il Leone rampante infegna gen- 
tile di quella Illultre Eroina , tolto m quella occafione dalla fua politura , 
le giaceva ancor egli ptoilefo a piedi , e foftenea fra le zanne un Cartello,- 
ne volante ,in cui fi leggeva la legueiate Ifcrizione 

JOANNI 

S. ROM. ECCLESIA TITULO S. MARCI CARDINALI BADUARIO 

EPISCOPO , AC PARENTI OPTIMO 

MESTISSIMI 

t. . UNIVERSI ORD1NES CIVITATIS , 

, FEDELE * FIDELIS ETI AM IN LACRYMAS, 

titolo di Bre- JUSTA PERSOLVUNT . 

jtia. 

Da quello ingrefTo incontrato dal vano d'un arco, che mette nella 
Rotonda di mezzo, correva fubito l'occhio alla villa dell' apparato , fe> 
non inquanto era colìrettoa fermarfiafiniflradalTempo,che diceva 
allo Spettatore : ingredere ,& difce^ì'i/ere; a delira dall' Eternità, che 
foggiungeva ingr edere , & difee mori •■> nel mezzo dalla Virtù Crifliana 
in genere, che dentro la nicchia del Pergamo fituato tra l'uno, e l'altro 
pilaflro fedeva su pietra quadra fimbolo di Sapienza, in fembianza di 
Donna grave, con elmo in capo, col Mondo a piedi , con Croce in ma- 
no , tra due fuoi Genj ; l'uno de quali impugnava una fpada , l'altro una 
palma , entrambi in atto di accennare, e invitare a leggere Piftruziont/ 
di tutto il penfiero direttivo del Funerale , efpreflà coi fenfi , che> 
iìeguòno . 

ADES 



9 

ADES TRIUMPHO QUJQUIS ADES NON FUNERI, 

NULLA HIC MORTIS VICTORIA; TOTA VIRTUTIS. 

SPECTA, LEGE , DISCE 

INTER VIVOS DIU' BEATUM 

*? VI VIS EREPTUM, ET IN DOMINO MORTVUM 

JO: BADUARIUM CARDINALEM EPISCOPUM, 

BEATUM IN PERPETUAS jETERNITATES. 

Doppo la breve dimora di tal lettura paflava torto lo fguardo al ma- 
gnifico Catafalco, piantato dentro l'arca della Rotonda interiore (come 
accennoflì)in figura quadrangolare. Ma per intendere meglio la fua 
ftruttura , e l'ordine de fuoi ornamenti , prenderemo a di vifarlo parte per 
parte ; fenza farne però quella deferizione , che fi giudica inutile , dove 
parla il taglio del rame porto per frontifpizio a quello racconto . 

^Angolo primo del Catafalco > efue appartenenze. 

Divifo il Catafalco ne' quattro fuoi angoli, nel primo alle bafi delle 
Colonne verfo la Porta Maeftra del Tempio , giacea la Ignavia . Si fi- 
gurava cortei in una Donna torpida ,fcapigliata , col capo chino , corona- 
to di giugivolo ( albero tardo a dar frutto) cogli occhi chiufi , in verte la- 
cera , con le mani cadenti , ftringendo nella deftra il pefee detto torpedi- 
ne, nella fìniftra un cartello cadente fulla faccia del piedeftallo colle fc« 
guenti parole 

IGNARA MENTI SURREPERE 

BADUARIJ 

IGNAVIA SIC JACEO; 

NEC SURGERE L1CET 

OPPRESSA, 

VEL IPSO MORTUO. 

HOC ETIAM PROVIDIT 

ACTUOSA PRUDENTIA DUM VIVERET; 

UT NE MEMORIA QLIIDEM 

SUI 

POSSEM OBREPERE NON MORITURE. 

Sulle depreffioni di cortei Ci alzava nello fpazio Iafciato fra le quattro 
colonne di paragone lumeggiate d'argento l'Immagine della Prudenza 
Criftiana , in fembianza di grave Matrona , con elmo d'oro in capo con* 

tor 



*0 
»*?&£ cornato da foelfccJf Moro, detto albero pmdeiitiflìmo, * con unofpec- 
chio^edunlibrodi Filofofia Criftiana nella finiftra, enelladeftra uno 
feettro circondato da ferpe girata in crchio , firn bolo infieme d' Eternità, 
e di Prudenza , in attodi accennare con elfo llfcrizione efprefla nel piano 
del fuo piedeftallo nella maniera , che fegue , 

PRiESENTIA DESPICERE, 
FUTURA PROSPICERE 
s.Amhr»J: BADUARIJ PRUDENTIA FUIT 3 

s*P'.*Uat. QUA LUXIT OCCIDUA j 

QU^SIVIT ETERNA. 

ADEPTUS PACEM, 

DUM DEUM PACIS INQUIRIT. 

LUGENTES ITA NE RIDEAS 

O STULTA MUNDI SAPIENTIA. 

QUOS INSIPIENTES JUDICAS 

BEATOS SUSPICE. 

NEMO INSIPIENS BEATUS. 

Alludeva quella Ifcrizione alle due Beatitudini Evangeliche , ultime 
perfezioni della Prudenza Criftiana, pofte in piedi fui modiglione alza- 
to fopralit cornicione fporgente dai Capitelli delle colonne,come da lei 
diramate . 

La prima £ra quella ^virtuofa Triftez&.a 3 per la quale il foggetto fi duole 
depropr), e de gli altrui mali per motivo di Carità; e 11 vedeva quefta. 
effigiata qual Fanciulla piangente colla fronte dimena, e colle mani in- 
crocicchiate , ma ftefe in atto di addolorata 3 coronata di Appio ciba lut- 
ti fera . 

Dentro vaghillimo Cartellone, che fervia di ornamento, rompendo 

il corfo del Cornicione a lei pertinente 3 veniva poi eipreflà ( ordine , che- 

fìmilmente fi olTerverà nel fimboleggiare le altre Beatitudini , e qualche 

proprietà , od atto loro ) colla figura facra di Samuele , che piagne 

* i.se^.c.ij Saule. * 

Sopra il Capo aveva un Genio volante con un racimolo d' Uva nella 
finiftra,enelladeftraunlibrodiMufica accoppiato a Strumenti armo- 
nici, geroglifici della confolazione promeflale dal Redentore , 
fuggenti dallo Spirito Santo al cap. 40. dell'Eccl. Vtnum x &Mufiat U- 
tijicant cor. 

Guardava poi quefta come oggetto primario del fuo dolore nel pilaftro 
a lei contrappofto la propria Colcienza, fimboleggiata in una Donna^ 

afflit- 



II 

afflitta , aflìepata i piedi , e il capo di fpine , con in mano un Cuore ferito, 
e grondante lagrime . E l'Jicrizione diceva così . 

PLORANS PLORAVIT 5* * Hlerem , 

NE(£_ IN NOCTE TANTUM, Thnn.c.i.l 

JOANNES 
CIBATUS PANE LACRYMARUM * Wf.79.6. 

ET POTV 
SINE MENSVRA. 
NEC TAMEN PECCATVM CONTRA IPSUM FUIT, * * V f. f .f. 

NISI FORTASSE QUOD VIDER1T 
HALLUCINATA HIC SEMEL IN EO VIRTUS. 
QVIDQVID ID SIET, 
SEMINAVIT IN LACRYMIS; * * P/.Uf. f. 

NIL DVBITES 
QVIN IN EXYLTATIONE MESSVERIT. 

Il fecondo oggetto di quella virtuofa Triftezza fi vedeva dietro il Pi- 
ladro ; ed era la Trafgrefììone della Legge Divina non curata da Peccato- 
ri , figurata in una Donna inconfiderata ,con lotto i piedi il Volume dell' 
E vangelo, ed una ferpe attaccata co'morfi al feno,da cui tentava fuciler- 
ia con la deftra . Su cjueita piangeva la CompafTìone del Vener. Cardin. 
Zelantiffìmo dell'onore divino, e della falute dell' Anime; e su quefte 
fue lagrime riflette l'Ifcrizione, che fegue. 

NE UNUM qyiDEM FESTIVVM NUMERES: 

OMNES IOANNIS ANNI IN GEMITIBVS. * * Tf ' i0 ' " 

NEC MIRVM QVOD SEMPER LVXERIT , 

QVI LVXIT ALIENA. 

QVANTVM EST ARGVMENTVM LACRYMARVM! 

MIRUM 

* Ierem 

QVOD ALIQVANDO NON DEFECERINT OCVLI * Tbren.x.u. 

CVM FLENDI VIM OMNEM HAVRIAT. 
FLERET ADHVCi 
SED OMNEM LACRYMAM ABSTERSIT DEVS. ^ocd.11.4. 

Il terzo oggetto di pianto età nel contrapilaftro della feconda Roton- 
da la Schiavitudine dell'Anima Santa , che aipira alla Patria Celefle, detì- 
derando d'eflerdilciolta dalle catene, ond' è legata al Corpo. Si cipri- 
mevaquelta qualvaga Fanciulla afflitta, appoggiata con decoro come 

abbati* 



1.1$. 



*7>/«/.8,\7- 



12 

abbandonata di fpirfti ad un faflb , a cui flava legata colla fìniflra da for- 
te catena ; tenendo intanto gl'occhi piangenti , e la delira rivolti al Cie- 
lo , in atto di sfogare il fuo defìderio efpreflb in una fiamma , che le ufci* 
va dal petto , colla feguente Ifcrizione . 

* T ^ alti6 ' 1 ' * SVPER FLVMINA BABYLONIS 

SEDET, ET FLET 3 
DUM RECORDATVR SION 
I O A N N E S; 
2i.° W " ■' * QUI LIBERTATEM FILIORVM DEI EXPECTANS 

* MTbilip. * DISSOLVI QVOTIDIE CVPIT., 

ET ESSE CVM CHRISTO. 

VNA ILLI SINE LACRYMIS 

HORA ACTA EST; 

QVA SCILICET 

* A' VALLE LACRYMARVM 

vYpZTr'Sdt S * INTRAVIT IN GAVDIVM DOMINI SVI. 

tur. 

Quelli tre principali oggetti di virtuofo lutto erano vagamente ador- 
nati dall'aggiunta di tre Medaglioni {imbolici, uno de quali era pollo 
pendente nel Cornicione del Piiaflro; gli altri due quinci , e quindi a fian- 
chi del Pilallro medefìmo , e venivano efprefìl ne loro (imboli i diverfi 
modi, e gl'effetti di quello piangere virtuofo. 

Nel primo Medaglione relativo al pianto delie proprie Imperfezioni , 
v' era per corpo d'Imprefa un cefpo di Gigli lagrimanri col motto prefo 
11 dal Salmo : * Seminant in làcrymis : fìgnihcando con ciò il ci efcere in pu- 
rità d'Innocenza, che fé l'Anima del Santo Vefcovo con piangerei fuoi 
diffetti ; come appunto crefce il Giglio , propagandoli al riferire di Vìi- 

* Tlin. li. j. nio colle fu e lagrime . * 

Nel fecondo una Pianta di Mirra , che lagrima balfimo dall'aperta^ 
T>'imÌ e> ' & corcecc ' a j * fimboio in primo luogo dell' amarezza cagionata nelle Ani- 
s.cregor. iru me Sante dalla confìderazione de peccati altrui ; e della mortificazione in- 

Cant. 1. 3 



1 



bom. io. terna,ed efleuia pratticata dal Santo Prelato , fanativa de proprij , e degl 
altrui mali , col motto prefb dall' ApocalifTì di S.Giovanni cap. u: Ad 
fanitatemgentium. 

Nel terzo una pianta di Vite coi tralci piangenti , coi motto fommini- 
ftrato da S. Paolo 1 Corint. 9.10. In fpefruSius . 

La feconda Beatitudine correlativa alia Prudenza era la Pace dell' Ani- 
mo-.Figuravafì quefla 3 qua! Donna Giovane ferena in voltc^coronata d'U- 
ljvo, i n atto di caipe ilare frezze di fuoco, nelle quali intendonfi quello 

chiamate 



/rfC. 4. r . 



,»3 
chiamate da S. Paolo * tela igne a nequifsimi , con alt* o falcio d'arme lpez- 6 "- iriL ^ h - 

late , e legate infieme coli* Ifcrizione nel vincolo della falcia :"* arma ini- * M Rom. 

pattati s . EfTendo quella la Pace ,come dice S. Agoflino, degli Uomini 

di buona volontà, che nafee dalla vittoria delle proprie concupifeenzo , 

cagioni delle guerre , e contraili , che f offre l'Uomo in fé fleflb , allo Icri- 

vcre di S. Jacopo nella fua Epiflola Cattolica.* Nella delira ftringeva una 

palma , e la llende va fuori del fianco , con la finiftra aperta in atto di mo- 

flrare il contento interno . 

Il fu o Cartellone d'ornamento rapprefentava la Vigna del Pacifico ac- 
cennata ne fagri Cantici *,cuftodita ,e diffefa ,fimbolo dell' Anima, Ir C4 *' 8> 
che ha perfetta pace per la fubordinazionc defuoi affetti alla Ragiono, 
ed alla Legge Divina . 

Il fuo Genio volante teneva in mano uno Scheno [ cioè una forte di mi- * Dent c 
fura chiamata dagl' Ebrei funicella , col qualnome lignificavano quella 3is>t"umcu- 
porzione di Tenute, che nella divifione dell'eredità folle toccata ad al- & -p/èd. ,77. 
cuno] e con quello figm^cavafi la figliolanza di Dio, promelfa in que- feSjJ^K" 
Ha Beatitudine ai Pacifici * ; intendendoli la figliuolanza nel fegno dell' foniailo di- 
Eredità , che è di ragione de Figliuoli, come rimarca l' Apoilolo: * Quod * Zifnom 
fi Filii 3 O* Htreàes . 

Ella poi riguardava i tre fuoi oggetti nel Pila Uro rimpetto a lei ; il pri- 
mo de quali era la Grazia Divina efpreflà qual Fanciulla di vaghiflìmo af- 
fetto , coronata di luce , che con catena d'oro tenea legati due Cuori infie- 
me , nell' uno de quali era figurato un Triangolo fimbolo della Divinità 
*, per dinotare il Cuore di Dio unito fin amicizia coll'Uomo giuilo . L'if- 
crizione era la feguente . 



8.17. 



* TlerJib. 
35« 



* i.Corintb, 

DEVS UTIQVE PACIS * II 

DEVS FV1T ]OANNI 
QUEM INVENIT VIRUM SECUNDUM COR SVVM * 
FACIENTEM OMNES VOLVNTATES SVAS. 
1NIMICAM DEO MVNDI SAPIENTIAM * 'MRm 

PERSECVTVS ISTE ' 

NON SOLVM DIREXIT PEDES * * canne. 

IN VIAM PACIS, Z<c/A 

SED PACEM POSVIT FINES SVOS ; * *H i 4 7- 

EAM SCILICET CVJVS NON ERIT FINIS. * ' *' tfii.c.9.7. 

Il fecondo dietro il Pilaftro era la Concordia della Volontà con la Ra- 
gione. Figurava!! quella in fembianza di Giovinetta animofa, con el- 
mo circondato da corona d'oro in capo . Impugnava colla delira un», 

B Alla , 






4-3 



i4 
Afta , fegno infiemc d'Impero , e di Virtù militare , per accennare eh' ella 

comanda , e dà giufte leggi al Uomo , ufando ancora rigore, quando con- 
venga per farle oner vare. Colla iiniftra 5 tenendo un freno, ftringea per 
mano la Volontà , rapprcfenrara anch' efla qual Giovane alata con corona 
reale in capo , a lignificare infie me, con quella il fuo impero, e coli' ali 
la fua inftabilità ; mentre intanto ftendeva il braccio libero , in atto di ab- 
bracciar la Ragione per fegno di concordia coneflb lei riabilita. La Inlcri- 

zionc era la feguente . 

VBI VOLVNTAS BONA, 

IBI PAX. 
HINC HABES ILLAM IN HOM1NE BONJE VOLVNTATIS 

JOANNE. 
*Mzpher, * SOLLICITUS SERVARE UNITATEM SPIRITUS 

IN VINCULO PACK 

NIL AMAVIT, N1L CUPIIT, 

NISI EX RATIONIS IMPERIO. 

FELIX CONSENSUS 

A 'QUO IN DIEBVS EJVS 

- Tf. 17.7, * ORTA JVSTITIA. , ET ABVNDANTIA PACIS 

DOM1NATVS EST ! 
*?f.)3. ij. * INQVIRE , LECTOR, HANC PACEM, 

ET PERSEQVERE. 
Il terzo era la Suggezione dell' Appetito inferiore allo Spirito , procu- 
rata tanto in fé , quanto in altri . Figura vafi quella nel Contrariali ro iru 
una vaga Matrona con celata in capo, che tenea fotto i piedi due Serpi 
alate , (imboli della Irafcibile , e Concupifcibile, legate con un freno , af- 
ferrato per corta redine dalla fmiflra, ih atto di minacciarle colla delira 
armata di fpada circondata di fiamme all' impugnatura , con cui veniva 
lignificato l'ardore , e rifoluzione della mente faggia , che tiene in fugge- 
zione le fregolate affezioni , ed era la Infcrizione . 
* i.Corìnt. * PACE FIRMITER INITA CVM DEO PACIS 

«* SECVM ETIAM JOANNES INIT, 

BELLIS COMPOSITO, 

• s.uco». * QVJE MILITANT IN MEMBRIS ADVERSVS ANIMAM. 
*'4' u IMMO PACIFICVS 

**/i W . * CVM HIS QVl ODERVNT PACEM 

• Tri7 , * EAM IPSIS LOQVEBATVR. 

« * SIC DELECTATVS IN MVLTltVDINE PACIS 

DONEC VIX1T, 

• T r . ,, * IN PACE TANDEM IN IDIPSVM 

J '*'* DORMIIT. Confor- 



, ;. Conforme l'ordine fopra accennato eran difpofti gli ornamenti de fim- 
boli relativi ai predetti oggetti . 

Nel primo Medaglione fi figurava l'inferro dell'Oliva domeftica coli' 
Oleaftro ; quella /imbolo della Grazia , e della Pace Divina ; quefto,me- 
diante l'innefto.dell' Anima riconciliata con Dio * ; e il motto a fiVnifi- ,\- Ba f' l - de 

n c • <v • i • *-» • 1 1 & abate, rerum. 

carquclta pace , e perfetta unione affettiva di Dio coli Anima, prende- TertulUdL* 
vza da S. Faolo ad Ephef. e. z . 1 4. Vtraque unum . !"&?&* 

• • Nel Secondo fimboleggiava la Concordia della Volontà colla Ragio- I5> 
ne un Melogranato vicino ad un Mirto , della cui mutua mirabile fimpa- 
tia abbaftanza difeorrono gli OlTervatori della Natura * : da quali vieno * Democri- 
alTerito , che vadano fin fqfterra ad abbracciarli infieme colle radici , ben- rau/.'uf.'sl'. 
che piantati per qualche fpazio lontani l'uno dall'altro. Il mottoera di **?•*■**** . 
S. Paolo ad Rom. 8. 3 $.Òuis hosfeparabit ? 

Nel terzo rapprefentavafi la Suggezione dell' Appetito inferiore allo 
Spirito in una Carta di Mufica ,diftinta in due ordini di Note, l'uno 
fpettante alla parte del Canto , l'altro all'accompagnamento del Baffo, 
con legature , che univano le inferiori alle fuperiori , col motto prefo dai 
Paralipom. z.c.io.zi. Voce confanti . 

\Angolo fecodo del Catafalco », efue appartenenze. 

Come nell'Angolo primo ferve di bafe laTorpidezza oppreffa dalla 
Prudenza , così nel fecondo per fondamento vi è la Filautia [ cioè il difor- 
cKnato amore di fé medefimo , che diverte dal Retto fecondo la rifleflìo- 
ne allegata di S. Gregorio ] oppreffa dalla Giuftizia . 

Era quella giacente in fembianza di Donna Giovane , foftenendo colla 
fìniftra il capo coronato di Vciììcaria,fimboIo dell' Amordi fé fteffo, trat- 
to dai rifleffi di Teofrafto sii quefta pianta ; fparfa tutta d'occhi la vefto 
a fignificare quanto vegli quefta paflione, defta a cercare 1 proprj vantag- 
gi ; con un Pa vone fotto il braccio deftro , e nella mano un Narcifo . Ella 
fteffa parlava nella Ifcrizione a lei fottopofta nel piano del fuo piedeftai- 
lo ., e diceva cosi . 

HUC A* SE PULSUM 

AMOREM SUI COMPULIT 

BADUARIUS. 

HOC MIHI FUNUS INSTRUITUR > 

NEUTIQUAM IPSI, 

QVI CVM ODERIT ANIMAM SVAM * *J<u 2 . iT . 

IN VITAM v£TERNAM CVSTODIVIT. 

B x . ' Sorge- v 



i6 

Sorgeva fopra coftei la Giurftizia,V«rgine di afpetto grave , circondata 
le tempia di corona d ' oro, e il collo di un monile , che per giojello 
aveva uria gemma colla figura di un' occhio aperto ; effondo ella perfetta 
veditrice del tutto y come chiamaronla i Sacerdoti Egizziani , che ufarort 
* vìerius l'occhio per Gieroglifico dilei *is ornata di un Sole il petto «con alluno* 
ne agi' antichi Teologi , i quali al riferire di Proclo difler , che la Giù- 
flizia fi diffonde per tutte le cofe dal Trono del Sole , e^ le dirigge tutte ^ 
guifa del Sole . Nella de'ftra aVeva una (quadra , e nella finiiira Un ramo 
di palma con i fuoi frutti j e così diceva colla Ifcrizione , che ficgue . 

rM ' * jVSTVS MEVS, 

QVI VIXIT -EX FIDE* 
* T f. * JVDICIVM FECIT , ET JVSTITIAM, 

DEO ,• im i f ALIIS 
■" ' DEDIT VA 
^QVILIBRIO PARI, 
CVIQVE ; SVVM.* 
'' ! •' HINC ! " •"-"' ' 

* APPENSVS IPSE IN STATERÀ , 
***' . NEC INVENTVS M1NVS HABENS 

• A JUSTO JUDIGE 
„ s . Tdol • - .* CORONAM AGGEPLT JUSTITI^. 



■ , 



A quella Virtù Corrifpondevaii di fopra nella maniera, che fu detta 
della Prudenza , le due fue Beatitudini : cioè Ja Fame , e Sete della Giu- 
stizia , intefa per turte le Virtù (come qui deve intenderli) e laMiferi- 
cordia . ■ * t 

La prima figuravafi qual Donzella con un pane in una mano ,e tazza 
d'acqua nell'altra, in atto di volerfi cibare con avidità: intendendoli da 

* Lib.ii.mo- S. Gregorio nel pane le opere virtuofe * 5 e nell'acqua daS. Agoftino i 

riti. ci, % . 5 1 1 r . . 

doni dello Spirito. 

Nel fuo Cartellone d'ornamento adombra vali quefta fua fame, e Cete 
beata colla figura del Popolo eletto nel Deferto , efpreflo in atto di cibarli 

* inTfal.jG. di Manna, Geroglifico delle buone opere preflo Origene * ; e di bere 

alla Pietra, in cui Vien Significato GesùCrifto fonte di Giuftizia ,edì 
Santità dell' Apoftolo : bibebunt autem de spiritali confequente eos Petra y 

* i .coxht. e, p efra autem (rat chriftus . * 

Il fuo Genio volante lieto in vifo , e in fembiànza di inoltrar fazieta , 
aveva nella delira un caneitrino pieno di reliquie di pane , con una fafeia 

* i Rr-r e i ^ manico attorcigliata , in cui legge vafi I'E wiftfcchio del Cantico d'An- 

na:* famelici faturatifunt< i S 1 1 P r i~ 



! 



17 

il* primo oggetto poi da lei riguardato era la Giuftizia in genere , il 
cui defidcrio veniva lignificato in una Verginella, che in mano aveva* 
un ramo di palma carico de fuoi frutti , nobiliflimo /imbolo della Giu- 
ffizia per tutti que'rifleiTi apportati da Pierio Valeriana *> e lidiflribui- 
va- a due Fanciulletti . I/Jfcrizione era lafeguente . 

ASCENDIT IN PALMAM * 
ET APPREHENDIT FRUCTUS EJUS 

JOANNES 

DULCES UTIQ^ GUTTURI SUO , * 

DUM AD ESUM SIC AVIDUS. 

IMPLETUM IDEO BONIS * 

NE MIRERE: 

ESURIIT. 

AC SEMPER QUIDEM, * 

QUIA SEMPER EDIT. 
SATIATUR MODO; * 
APPARVIT ENIM GLORIA DOMINI . 
Il fecondo oggetto è un completo di tutte le cofe giufte , fimboleg- 
g iato in un modello di varj pezzi , che la Volontà defidcrofa della Beati- 
tudine accozzava attentamente fopra ài un piano , per farne pofeia l'alia- 
ta , Gerogii fico dell' Edilìzio fpirituale . S'efprimca quella volontà nella 
figura di una Donna coli' ali agi* omeri , e con fiamme aggruppate fui 
capo , a dinotare il moto celere , e l'ardore proprio di un defidcrio effica- 
ce, lignificato nella fudetta Beatitudine col nome di Fame, e fete del bene 
desiderato . L'Ifcrizione così diceva . 

VIR DESIDERIORUM JOANNES * 

OMNEM JVST1TIAM PROSECVTVS __ 

ABVNDAT IN OMNE OPVS BONVM, * 

ET SIMILIS HOMINI EDIFICANTI;* 

ìEDIFICAT SVPRA PETRAM 

SANCTIFICIVM SVVM. * 

JVSTITIA EJVS SICVT MONTES DEI * 

PERTINGIT AD COELVM. * 

QVl JVSTITIAS DILEXIT DOMINVS * 

HVC ETIAM DESCENDIT * 

VT VIDERET : 

EQVITATEM VIDIT VVLTVS EJVS * 

DI VISITA ILLVM ■> TVLITQj_* 

VBI IN JETERNVM MISERICORDIA IPSI ./EDIFICABITVR . * 

B } Ilter- 



Lib. ^ 



* C ir. tic. 7 



Catte i. 



* Canne. 



tedici. t4 

•Tf. 



* Ddv. 

* «.. Corint. 

* Matt. 7. 

* TJ.77-71- 

* n. jt. 

* Tfio. 

* Gcn.e. ix.j. 

* Cen.ibid. 

* Tf. SÌ. 



i8 

Ilrerzooggettoè la fcienzi ;'cJ notizia di f apjie opei.u'e giufhmentc 

le cofe grulle , col-modo, e circostanze , in cui lì deve oberare; ed era-, 
quefta éfpreffa in una Mitrom di era matura, e di grave al petto , che in 
una manoavéva fquadra , e compiilo ; nell" altra il mattone d'Ezechiele^ 
con il difegnò della cclcftc Geruì «aleni me, e roir.Ifcrizioncieguentc. 

* iÌJ%. J w. * A E>EO SCIENTIARVM DOMINO 

* Tf.iiS.) * BON1TATEM 3 ETDISCIPLINAM , ET.SClENTIAM 

JOANNÉS DOCTVS 

* 'Prw.x. 9 . * INTELLEXIT JVStlflAM 

* lh { * ET OMNEM SEMITAM BONAM, 

IDESf VIÀM SVAM/' ' 

* ifù-si.n * IMMO' IN SCIENTI A SVA 

1VSTIFICAVIT IPSE ]VSTVS MVLTOS. 
SINE LABORE TAMEN NON D1DICIT: 

* sap.c.9. * IPSA LÀBORaT SAPIENTI A, 

* Matt. i u * QXJJE REFICI V LABÓRÀNTES . 

AT FELIX LABOR ! 
"t PRO EO QVOD LABORAVIT ANIMA EJVS, . • 
■tf&M*. * VIDEB1T., ET SATVRABITVR. , 

' ' , ! • ' 

I Medaglioni relativi ai predetti oggetti contenevano fimboìi efpref* 
fivi di quefto beatiflìmo deiìderio nel Santo Vefcovo Cardinale . 

Nel primo v'era un' Aquila in vólo vcrfola preda , col motto di Giob- 

* e. 9. ié. bc,Adefcam. * 

Nel Secondo un Cervo in corfo verfo una corrente d'acque , col motto 
del Salmo 41. Ita, defìderat . . 

Nel terzo una Colomba , che feieglie il grano, di cui fi pafce,col 
*Thef.c.ì.\<. motto prefo da S. Paolo : Qitodbonuwteft* idllCndoinftinto particolare Al 

* TìerMder. q ue ft Volatile il fare una efatta fcielta dell' elea ,di cui lì ciba . * 

La feconda Beatitudine era la Compafììone , ola Milericordia adom- 
brata in una Donna di volto compailionante ,che porgea pane fpezzaro a 
due Fanciullett'i , ed era coronata di frondi di Cedro , con un frutto in ma, 
no di quella Pianta filò geroglifico . 

Nel Cartellone di ornamento fi adombrava uno degli affetti di quella 
Virtù colla figura del Samaritano Evangelico >che versò vino , ed oglio 

* lw.io.ij. f u ll c fc-jtc del Viandante aiinllìrato. * 

Il ilio Genio volava vedo lei colle braccia aperte in atto di voler acco- 
glierla , con Ulivo «à le mani ^ {imbolo della Milericordia Divina pro- 
metta ai Miferkordiofi dal Redentore J 

> : Q?w- 



Qiianco zgl ometti di' fucila Virtù il primo è la miferia fpirituaìe del 



Soo-crecto niedefimo ,cioè del Milericordiofo ^e ad eiprimerla figura vafi 
l'Anima cjual Donzella addolorata ,che Ci traeva dal ieno fpine , fimbolo 
de dinetti proprj , gettandole foprà una fiamma , geroglifico della Carità, 
che confutila tutte le imperfezioni ,. con un ramo di Mirra nella finito , 
figura della mortificazione, e penitenza purgative de peccati. L'Ifcri- 
zionc era la fesruente . 



■- 



• - i, 



■; MISERTVS ANIMiE SV^E * / ; ; . * Eccl ^ 

■ FLACENS DEO JOAMNES ì^ Qi 



COR SVVM CONGREGAVIT * 

INSANCTlTATE]VSTlTIiE, 
ET KVMILIAVIT SICVT WLNER/tTVMV *" 



• 



* Vfi 83. 

* Job. 9. 17. 

* Lucali. 



NYLLA.TAMEN ILO VVLNERA, 
NISIQVtE MVLTìPLICAT IPSE SINE CAVSA * 
DOLORIS GLADIO,* 
NEMPE VVLNERA DILIGENTI S. * * Trov.iC.s. 

' ' ' ' 

Il fecondo oggetro è la Milena fpirituaìe del Profilino, cui la perfetta 

Milèricordia fi itudia di rimediare i e quella fua anezione fimboleggia-r 

vafi in una Donna , che dal petto di un Fanciullo moribondo, (imbolo 

del Peccatore * itaccava una ierpe., geroglifico del peccato * , dacuiap- 'J^f? 

pari"! moria,, verfando baKamo fulla piaga ; e Menzione cosi diceva . , * Eul 



11. 1. 



. 



MISERICORDIARVM PATRIS * &\SZi 
FILIVS BONVS JOANNES 

MiSERICORDIAM FECIT CVM PROXIMO.* *'ifai. } o.fj 

■ • . ALLIGAVIT VVLNVS POPVLI SVI, * * ifr.1.6. 

CVRATVM MEDICAMINE , FOTVM OLEO; * * Luce. 6. 
ET VIRTVTE , QV^ DE SE EXIBAT * 
SANAVIT. 

VVLNERATOS ETIAM DORMIENTES.IN SEPVLCHRIS * * T ^- 

SPIRACVLO OMNIPOTENTIS VIVIFICAVO".*. *^. 55 . 

SECVRVS IDEO DECEDAT , * - •Tf.vou 

AD.-EVM QVI CORONAT IN MISERATONE:* ' * **- s *- 
MlSERICORDIA PR^CEDlT FAC T £M EJVS. 

Il terzo oggetto e la Miferia corporale, efprelTa in una Fanciulla meda, 
macilente , in lacera velie , polla a ledere fopra un fàfcio di Canne rotte , 
à cui una Donna compi{1ionante porgea danari da follevarfi,coll' Ifcrizio- 
neìogg imita . ME 



20 






* Tf.io* * MlSERlCORDIAM , ET JVDIQVM CANTEJvfVS ■■ 

BEATO , 

* n-io. * QVt SVPER EGENVM , ET PAVPEREM INTELLEXIT 

* SVPER OMNIA OPERA ETVS ILLA EST. 

* 9/<a.l. * AT QVIS REQVIRET > 
*Tfa* f. *NONESTNVMERVS. 
Mfltótfiò. r * DIVES IN OMNES INVOCANTES 

DISPERSIT. 
* HINC JVSTITIA EJVS MANET IN SjECVLVM: 
ET QVODÌFFVDIT CORNV EXALTATVM EST IN GLORIA 



Tf. iti. 



I Medaglioni de Simboli corrifpondcvanopurc ai predetti oggetti , 

II primo figurava quella fpezie di Mifericordia, ufata con fé medefimo 
dal Vcn. Prelato , conforme l'avvertimento dello Spirito Santo dato su 

"Bel .30.14. c i a f cuno } Mtferere Anim<e tu<e placens Deo , * in una Cicogna, che feri- 

* Ticr-Hb *s : ta dai Serpenti applica ai morii l'antidoto dell' Origano * col motto .- 

* lev. il. 4. Donec fanetur . * 

Il fecondo coli' Aquila oflifraga , che nudrica i parri abbandonati dalla 
CitiÉgna montana , fimboleggiava le pratiche del pictofo Prencipe , inte- 
fo fé&tóe a promovere il bene della Vita Spirituale in ogni genere di Per- 
*%vdith.i}.6. fone, col motto: Jslon deferutt . * 

11 terzo efprimeva con una nuvola fciolta in pioggia fopra un tratto di 
terra , fparfo dove di fiori ,doVe di frutti , e dove di fpine , la Mifericor- 
dia liberale di S. E. ad ogni condizione di Bifognofi , col motto : Omni- 

* Jat.tp.cap. y us affluenter . * 
ti- JJ 

^Angolo terzo del Catafalco, e foe appartenenze . 



1 



N quefto terzo angolo del Catafalco giaceva nella bafe la Dilettan- 
_ zjt in alpetto di Donna Giovane meda, con ghirlanda di rofe fra- 
cide in capo , e con ali fpennacchiate agi' omeri . In una mano ave- 
va un filo , a cui erano appefl molti ami , e una Cetera colle cordo 
rotte, fporta i* fuori coli' altra mano cadente fulla facciata del fuo pic- 
deftallo . Nei piano della Cetera Jeggevanfi i feguenti fenfi, e fi ef- 
primevano dal dolore del Vizio medefimo trionfato . 



VERSA 



VERSA EST IN LUCTUM CTTHÀRÀ MEA.'* * Io b. ì0 . 

ABJEC1T ILLAM , FREGITQUE 
JOÀNNES, 
QUI DELECTATUS TANTUM IN DOMINO * * T f ">3- 

CITHARAM , ET LYR AM , ET TIBIAM * • &****. 

PROH1BUIT A' CONVIVIIS SVIS. 
HEU! 
VICTIS BESTIA, ET NUMERO NOMINIS EJUS * * ^pocc.^. 

INTER STANTES SUPER MARE VlTREUM 
CITHARA DEI 
INSULTAT J AC ENTI. 

1 

1 • ■ , ■ ■ .*■ r -v ^ ■ i . - . - 1 • 

Sulle oppreffioni di quello Vizio ergevaft U Temperanza , Donna di 
grave afpetto coronata di Salice , fi mbolo appunto fecondo Picrio di 
Temperanza, con zona riftrettta ai lombi (nella maniera , che Davide 
deferive al Salmo 44. l'Anima figliuola del Rè Divino in fmbriis , ideft 
incingulis4ureis) , prefa da Eutimio * per geroglifico dì Moderazione *^' e ^ dem 
nella parte concupifeente dell' Anima , con un freno nella finiftra , e uru <& d. cng. 
ramo nella deftra di Caprifico . Nel fuo piedeftallo erano. ferità i feguen [^lucle. C 
ti fenfi , co n cui ella ftellà parlava , 

SUCCINCTUS 
• . IN VER1TATE STEHT BADVARIUS; * . *^ dE P he fr 

ET. JOANNIS VESTIMENTO PRJECINCTUS, * • *- Matt - c ^- 

INGEMISCENS IN CONTRITIONE LUMBORUM * x *.c™ chieU 

FLUENTES CUP1DITATES CONTINUIT. 
NON VESTITUS COCC1NO IN DELlCIIS, * ***r.t. H 

QVAS COMPUTAVIT SUB SENTIBUS, * * M.f.30. 

(IN VITJE NEMPE' DIFFICVLTATE) 
ADIMPLEVIT QU^ DESUNT PASSIONUM CHRISTI * • M coloJJ. 

IN CARNE SUA '■*•**■ 

PRO CORPORE EJUS , ECCLESIA. 
QUOTQVOT HABET , 1NTVS PELICI^ SVNT: 

~IIS QCCVPAVIT COR EJVS * * afcfcf. i 9 . 

DEVS. 






Seguivano alla Temperanza le due fue Beati end ini reLcive ■;■ hi Mon- 
dezza del Cuore, cioè dell' Anima intellettuale 3 e la Povertà dello Spirito, 
conforme l'allegata d.ivifio.ne di S. Ambrogio . 

La prima cjual Fanciulla coronata di gigli avea nella fini (Ira un cuore> 

• fiamma- 



_. 



fiammato, involto in fronde dlfopo , /Imbolo delia Mondezza , prefo 
dal Salmo fO.Afpargéf mehyjfopo , O* mundabor; in cui attentamente mi- 
rava , colla delira ilefa in atto di rìioflrar defideriodi Tempre più ripur- 
garlo. 

. Nel fuo Cartellone d'ornamento fi vedea Gedeone in politura di mon- 

dare il frumento,quando gli apparve l'Angelo fotto la. Quercia # : figni- 
fìcando con ciò fui fondamento , che ne dà S. Ambrogio , l'attenzio- 
ne del S. Cardinale, in purgare le Virtù del fuo cuore da' tutte le ini- 

* Trol.de Sp. c . . u r ° 

s.,& s.Greg. perfezioni. * ; 

Il fuo Genio volante compariva in atteggiamento di gettare uno fpec- 
chio, immagine di quello enigmatico, per mezzo del quale Dio fi vede 

* i. corìnti), dai Viatori al dir di S. Paolo : * Vtàemus nunc per fpeculum in animate j 

accennando frattanto col geflo della finiflra alla fua Beatitudine.;! Cielo, 
dove dovrà, vedere a faccia feoperta l'oggerro delta fua Gloria , promefla 
ai mondi di cuore . - 

Ma perche fotto nome di Cuore intende fi qui dai Teologi l'Anima in- 
tellettiva , che in fé contiene le tre note potenze , Memoria , Intelletto , e* 
volontà , tutte tre capaci della fua propria mondezza ; riguardava quella 
come tre fuoi oggetti , quelle tre forti di purità, tutte tre richiede alia* 
perfetta mondezza dell'Anima in maniera , ch J ella dirfi non pofla mon- 
da della purità , che fa quella Beatitudine , quando una (ola ne manchi . 

Riguardava pereiò primieramente la mondezza dell' Intelletto 5 lav 
quale confiftendo nella cognizione della prima Verità, e di tutte le cofo 
utili , che conducono al fommo Bene , era figurata in una Donna grave 
polla a federe , inatto di leggere attentamente il libro delle Sante Scrittu- 
re. Il capo era invertito da un raggio di luce celeile procedente da una* 
Colomba , geroglifico del Divino fpirito , fenza la cui illuftrazione non_» 
s'intendono le cofe eterne ; e fotto i piedi aveva una Talpa morta , gero- 
oro apolli, glifico della cecità della mente preflb gì' Egizzi ; con fiori afiìeme di pra- 
m ap. tip. to ^ c j >e f on j e ^i^ > lc cerrQUC lu^nghiere dell' Anima . La fua Ifcrizione 

così diceva . 



iixv- 



ILLUMINATOS CORDIS OCULOS * • m zphef. 



C |. 



A' DEO GLORIA , 
UT SCIRET SPEM VOCATIONIS SU^, 
IN OMNEM VERITATEM EREXlT 
JOANNES, 
ET CONSIDERAVO* MIRABILIA DE LEGE EJUS 3 
IN QUA MEDITATUS DIE \ AC NOCTE 
CUM CORDE SUO 
EXERCEBATUR , ET SCOPEBAT SPIRITUM. * * TlS 

HINC SjECULUM NOSTRVM * * *$*■* 

POSITVM EST IN ILLVM1NATIONE VVLTVS EJVS, 

NE FICTIO DECIPERET ANIMAM, * * sap'X 

QVJE NON HABENS MACVLAM * •MS&fà 

PLACET CORAM EO * * T f K , ' 

IN LUMINE VIVENTIUM. 
Il fecondo oggetto è la Mondezza della Volontà, che confitte in una 
totale purgazione da ogni disordinato affetto verfo i beni terreni relativa- 
mente ai duoi Appetiti inferiori dell' Verno, che fon dalle Scuole detti 
Concupifcibile , ed Irascibile . Figuravafi quella in una Donna di auftero vi- 
iojchepremeva col piede un Anfifibcna ferpedi due tefte, avvolta in- 
torno ad un Mappamondo. Nella finiftra aveva un Cuore coll'ali fpiega- 
te al volo verfo le {ielle , a lignificar la tendenza de fuoi affetti verfo Dio ; 
e nella delira un Eliotropio, geroglifico dell'Anima, che guarda il Cielo , 
La Jfcrizione era la feguente. 

FILIUM HOMINIS JOANNEM VIX DIXERIS. 
ADEO' NON EST GRAVI CORDE, * 

UT SVRSVM VOLET , AC EVOLET, *Ha-ì- 

NIL DILIGENS VANITATEM, 
NIL QU^RENS MENDACIUM . 
SOLVIT NEMPE' FASCICVLOS DEPRIMENTES, * 
ET ABSTVLIT CATHENAM DE MEDIO SVI. * Ij ^:f;fi 

SVMMO AFFIXVS BONO , 
CVI SOLI ADH^RERE BONVM EST , * 
NIL HABET QUOD AMET IN TERRIS 
PRiETER SE IPSVM ; 
EO SCILICET AMORIS GENERE , QVOD BENE ODISSE EST. 
AGE : ASCENDAT JN MONTEM DOMINI, 
ET STET IN LOCO SANCTO EJUS ; * 
JNNOCENS EST MANIBUS 9 ET MUNDO CORt>E. 

Il terzo 



•Pf.iL 



LJ.J. 



2 * 

Jl Terzo oggetto^ la mondezza della Memoria, che condite in una 

fanta dimenticanza di tutto ciò , che chiamai! cofa mondana, e in una 

fìifa indelebile rimembranza delle cole celefti . Rapprefentavafi quefta 

in una Donna di mezza età incoronata di Ginepro , perche nonpatifee^ 

cap.40. '''" tarlo , ne invecchia * , perche non le caggiono mai Je foglie, e perche 

* F ' d - C,ialt - le fue bacche giovano alla Memoria . * Premeva col pie deliro unLu- 

tratt.de mem . frinii r 

«rt.cit.aRipa pò cerviero , geroglifico dell' oblivione , * e teneva una sfera di zaffiro in 

\mtap m l m ' mano, geroglifico dell' Empireo . * Jnfcrizione 

*Tier.Ub. As . * INTELLIGITE QUI OBLIVISCIMINI DEUM. 

•t&JSS: OBLITUS BONORUM IN TERRA JOANNES, 

**$%. It * ET RECORD AT VS TANT VM PAVPERTATIS,ABSCINTHII,ET FELLIS 

»Jerm.Thr. * NE PERIRET FINIS EJVS, 

•Aid. .8. * DIVITIAS 3 GLORIAM , OPES SVPERBAS, 

*Troi>.6. ET y N1 VERSA 

* iuditbs.is. * OBTVLIT IN ANATHEMA OBLIVIONIS. 

IMO ET OBLITVS SVI 
* Tob -<-"i- * MEMOR FV1T DOMINI IN TOTO CORDE , 

IN EO DELECTATVS 

* FA*-* * DVM RENVIT IN C^TERIS CONSOLARI, 

* *£»«• 7. ;* IPSE IN MEMORIA ETERNA FVTVRVS 

JVSTVS. 

A cjuefti tre oggetti corrifpondevano i fuoi tré fìmboli in altrettanti 
Medaglioni , coi quali fi adombravano i mezzi ufati dall' attentiffim© 
Prelato per acquiftare , e confervare quella mondezza di cuore . 

Jl primo relativo alla mondezza dell'Intelletto rapprefentava un Ma- 

* M Hcbr. re, che getta l'alghe alia fpiaggia, col motto: Ad emundation em . * 
ui ' Jl fecondo relativo alla mondezza della Volontà figurava una Cico- 
gna in atto di divorare Serpenti , geroglifici degli affetti terreni , eoi 

*^i£lor io i< motco: Omnecommune i O*immundttm. * 

Il terzo à lignificare nel S. Cardinale la dimenticanza delle cofe morta- 
li moftrava una Lince, che rivolti gl'occhi dal pafcolo mirava il Cielo, 

* Ltvit. 5.2. col motto : Oblita, immunditU . * 

La feconda Beatitudine corrifpondente alla Temperanza era la Pover- 
tà dello Spirito , lignificata nell' immagine di una Fanciulla alata , in ve- 
fte lacera , e alquanto corta ; con che fi veniva a dinotare il poco conto , 
che tengono i Poveri volontarj degli Onori mondani , fimboleggiati nel- 
la vcfte lunga . Stava eflà in punta di piede fopra una Mappa Geografica 
figurativa del difprctzo del Mondo, à guifa di (piccare un volovcrfo 
il Cielo da lei mirato con ferenità di volto , e con le braccia aperte . 

Jl Cartellone d'ornamento rapprefentava i Soldati fcielti di Gedeone , 

che 



* ludic. e. 



J 

che beverono l'acqua colle mani, a differenza degli altroché pròftefi v'inv 
merfero dentro la faccia : * figura delle Anime perfette distaccate coli 5 
affetto dai beni del Mondo , come o (ferva Orig. hom. 9. in Jud. e. 7. 

Il fuo Genio volante verfo lei tenea nella finiftra una sfera celefte , (Im- 
bolo del Cielo promeflole in premio ; e col getto della delira la invitava al 
di lui polle (io. 

Per venir pofeia agli oggetti (confiilendo que-ilaPovertà di Spirito (eco- 
do iTeoIogi,primo in un difprezzo 3 e magnanima nò curarla degli onori, 
come dice S. Agoftino ; fecondo nel distacco dall' amore delle ricchezze ; 
e finalmente nel loro (propria mento ) fi pone per primo oggetto a lei 
corrifpondente il difprezzo degli onori terreni ; il quale veniva a lignifi- 
carli colla Immagine di una Matrona modefla,col capo chino, appoggiata 
ad un faffo , circondato d'Ifopo, nella qual erba riconofee S. Eucherio un 
/imbolo della Umiltà; non tanto per ei-lèr erba dinieilà,e attaccata ai faflì * 
quanto per n ver eflà virtù di curare il polmone , fede della fuperbia . In., 
cjuefta politura rivolgeva la faccia dalla villa di Scudi , Afte , e Pretelle , 
che le giacevano a piedi confufamente s moflrando e col gefto della ma- 
no , e coli' atteggio del volto l'interna fprezzatura di quelle infegne ono- 
revoli lignificata nella Ifcrizione , che fegue 

MAGNOS IN JOANNE SPIRITVS *s.^o/Uib. 

NE SVSPICERIS: mini in man. 

REQVIEV1T SVPER EVM SPIRITVS DOMINI. * * ifai.cn. 

QVI NON ALTA SAPVIT * * mrqhu. 

ALTA REFVGIT, 
BAPTIST^ DOCVMENTO VEL IPSE SENTIENS 

CHRISTVM OPPORTERE CRESCERE,* •*-«-5- 

SE AVTEM MINVI. 
ETIAM A SEDE , 
AD QVAM NON POTENS,SED HVMILIS EXALTATVS EST, 

DEPONI DESIDERAT. 
AT QVI POTENTES DEPONIT * * cant.v.v. 

REDDENS RETRIBVTIONEM SVPERBIS * -Wk 

HVMILEM ETIAM IN COELVM EXALTA VIT. 
Il fecondo oggetto è la difaffezione dalle ricchezze ; e figura vafì ìxl, 
una Donna di età matura s che fi era tratti di feno varj giojelli, in atto di 
gettarli da fé con ifdegno ; tenendogli occhi chiufi per non veder- 
li 5 fìgnificando così, eh' ella non ha quell'amore delle ricchezze, chia- 
mato da S. Gio. Conctipifcentìa oculorttm ; * e a dinotare quella totale alie* * 6 l0 ' e P- l - 2 - 
nazione, che pafla fino in oblivione dell' oggetto , ftringeva nell'altra^ 
mano un ramo di Origano congiunto ad un Polipo, geroglifico di avver- 
fione pteffo gli antichi * colla Infcrizionc. "Pt&M.tf, 

C JNVEN- 



26 

■ EccL i9 . * INVENTVS EST S1NE MACVLA, 

JAM NEQVE POST AVRVM ABIIT JOANNES, 
" HINC ETIAM BEATVS. 
Q_VI DORMIERVNT SOMNVM SVVM 

* Tf?s. * NIHIL INVENéRVNT VIRI DIVITIARUM IN MANIBUS SUIS: 

NIHIL NEQVE IN CORDE INVENIT JOANNES 
** nTbr * * VIR VIDENS PAVPERTATEM SUAM , 

* Ma !*- C - 6 > * QVA THESAVRIZAVIT IN COELO. 

SCRUTARE TU LECTOR IPSE, 
NIL INVENERIS NISI QUOD IPSE ABSCONDIT: 
*T>f, Ii8 . * ELOQVIA SCILICET DOMINI. 

Il terzo oggetto e la fpropriazionc volontaria delle ricchezze diilri- 
buire ad altri fecondo Ja leggere l'ordine della Carità . Era rapprefenta- 
ta quella qual Donna giovane di lieto Spetto , che con ambe le mani por- 
geva danari , a maniera d'invitar altri a riceverli , ed aveva un falcio di 
fpine a piedi ; con che fìgnifìcava di aver libero il cuore dalle cure ,chev 

* Etapud d. generali le ricchezze , affomigliate alle fpine dal Redentore, * ; ciò che fi 
Cres " una gtan parte della Beatitudine in terra per li Poveri di Spirito . Infcriz. 

* p/^,4. * DERELICTOS SIBI PAUPERES 

ITA SUSCEPIT JOANNES, 
UT NUNQUAM DIMISERO", 

* T /j,/ 9U * RESPEXERIT SEMPER, 

TANQVAM FAMILIAM DOMINI. 
miM " * SVPER HANC CONSTITVTVS 

DISPENSATOR FIDELIS , ET PRVDENS 
TRITICI MENSVRAM DEDIT ILLI IN TEMPORE; 
OMNI NEMPE* TEMPORE. 
AC SANE' BEATVS ILLE, 
siaiiudeaii'* QVEM VENIENS DOMINVS SIC FACIENTEM JNVENIT! 
"Tlimofm^L Agli oggetti predetti feguivano i Medaglioni delle Impreie , che loro 
mo "refplrt ^ a PP arteneva "° > conforme l'ordine per fyiq aè ora oflfer vato . 
della vita . Nel primo,uno Sparaviere volante dirittamente verfo la Terra fìmbo- 
leggiava l'Vmiltàdelmodeiliilìmo Prencipe ; effendoche quella manie- 
ra di volo in un tale augello (come viene notato dai Simbolici, e riferito 

* /.zi. dalBolzanio ) * efprimegli affetti umili delle Anime Sante , figurate 

* tj.°i 'gjjs. in quello Volatile da S. Girolamo . * Il motto era ; finmilia refpicit . * 

Nel fecondo 3 adefprimere l'affetto diflaccato dalle ricchezze, ed altri 

beni terrenijfi pingeva un Cane, che beve incorfoj effendo il Cane in_, 

*P- t* tal atto geroglifico appreffo S. Agofìino dell'Uomo perfetto , Qui non ac~ 

cipit de temporalibus , nifi quod necejfarium eji i come pure l'acqua l'è delle 

foflanze terrene al dir di Origene : Ajua in genere efi temporale fubjìantia , 

de qua. 



27 

de jud imperfetti btbttnt \ perfetti, 'vero eum Umbmit . Il motto era : In fé- 
(linatione. * 

Nel terzo la fpropriazione volontaria delle ricchezze adombrava/i in_, 
una Pianta carica di frutta mature , che caggiono da fé flefle , col motto : 
Non coatte . Pet. ep. i. e. j. z. 

angolo quarto del Catafalco 5 ejue appartenenze. 

L'Ultimo angolo della Machina Funerale fi fondava fulle oppreflìoni 
dcìhTimidezj^ty che giaceva qual Donna grave d'anni , pallida in 
volto , e metta , curva , ed attratta di corpo , con un lepre fotto il braccio ; 
coronata d'erba (enfiti va , che fi rifentc al tocco ; e con ali ai piedi , per di- 
notare la fuga daglioggctti ardui, e fpiacevoli > compagna indivifibiie 
di ouefta affezione ; e nella Jnfcrizionc cosi pai Java ella iteflà 

METVM OMNEM AGRESSVS 

AVDENTEM AGREDI 

SIC JOANNES REPVLIT , VT PROFLIGARIT . 

VNI LOCVM TIMORI DEDIT, * 

QVI MALVM ODIT. * 

AB EO 

SAPIENTIA , ET FORTITVDINE ACCEPTA,* 

HOC METVENS , NE METVERET 

AVSVS EST OMNIA 

CONTRA SPIRITVALIA NEQVlTIiE. * 

JAM VICTOR, IN DIE DEFVNCTIONIS SVJE BENEDICITVR;* 

ET A QUO VIRES, 
CORONAM ETIAM EXVLTATIONIS ACCEPIT. * 

Premeva col pie robuflo il corpo della nemica in afpetto di Eroina ma- 
gnanima la Fortezza , armata d* elmo in figura di Capo di Leone;con in 
petto giojello di Diamanre,gema[come fuona il fuo nome)indomica,e che 
dicefi aver virtù naturale di liberare la mente, e l'animo di chi la porta da- 
gl* infiliti d'ogni vano timore , con renderlo ancora forte contro l'avverfa 
fortuna. Nella finiilra reggeva uno feudo , fregiato d'i quella epigrafe : 
S$uis ut Deus ? e nella delira una ipada alzata, incoronata all'elfa di Quer- 
cia t tutti fimboli noti di quella eroica Virtù , che parlava nella maniera^ 
chefegue. 

VOCAVI FORTES MEOS * 

EXVLTANTES IN GLORIA MEA: 

EN JOANNEM , 

CUI CERTAMEN FORTE DATVM VT VINCERET. * 

SEXAGINTA LECTVLVM AMBIVNT SALOMONE: * 

C t HIC 



In Iudìc. 7. 
bom.9. 
* Ezecb.cn: 
1%. Fili borni- 
tiis... fed& 
aqtiam tuam 
in feJlinatiQ, 
nebibe. 



* Eccl.c. 19. 

* Trov.S. 

* Trov. ij.. 



* M Epbef. 
e. 16. ij. 

* Eccl e. 1. 



Ibid. 



* IJaLc.t; ',. 

* Sap. 

* Canne. 5. 



28 

UIC 

***** * SPONSJE AGNI THALAMVM. 

SI QVOD EST, 

PENSAT VNVS NVMERI DAMNVM. 

QVANTVS ENIM EST! 

METIREPATIENTIA. 

* ^*». 3i« * FORTITVDO INDVMENTUM EJVS: 

DVBITAS ? 
RISIT IN DIE NOVISSIMO. 
Corrifpendevano à quella Virtù le due fue Beatitudini perfettive , cioè 
Ja Manfuetudine , e la Pazienza . 

La prima in fembiante amabile di Fanciulla accarezzava un' Agnelli- 
no , che il tene va nel ieno. 

Il Cartellone d'ornmuciiLu couiciicvi J'Jmmagine di Davide Rè man* 

* i.rc£x.i6. fueto, in atto di forTerire le maledizzioni, e i topidaincnti di Semei. * 

Jl fuo Genio volante verfo lei portava tra le mani un globo limile ad 
una Mappa geografica, in cui era delineato un Tratto di terra , firn bolo 
di quella chiamata Terra no<va preflfo Iiaia e. 6 j. colla Jnlcrizione del Sal- 
mo 141. Terra Vi<vzntium\ alludendo alla terra, il cui pofleflo fu promcf- 
fo ai Manfueti da Gesù Crifto. 

Riguardava intanto quella Beatitudine i tre fuoi Oggetti , nella ma- 
niera, che le altre . Jl primo,relatiVamenteal foggetto,rapprefcntava tut- 
tociò, che ha forza di amareggiare lo fpirito in una pianta di Aflenzio , 
fulle cui foglie erano fparfe molte Api intefe àfuggerne umore, per 
farne me le, firn bolo degli affetti fubordinati alla Mauiuetudrne , chia- 
mata Dolcezza di Animo , che per le cofe avverfe non fi amareggiano . 
Cogliea di quella pianta una Donzella di lieto afpetto , immagine dell&, 
Tranquillità, coronata di Quercia intrecciata ad Ulivo, indizio dell'Ira- 
condia ridotta à lenità , e pacatezza , con una Colomba Geroglifico di 
Manfuetudine fopra la fpalla finiftra. La fua Ifaizionedicea come feguc j 

* *>■"**. * VERUM ISRAEL1TAM, 

IN QVO DOLUS NON EU1T, 
•£*a*r.i.i4 * jEGYPTIJ PERDUXERE AD AMARITVDINEM. 

* ier. * INEBRIATUM TAMEN ABSCYNTHIO, 
*oeut.i 9 .iS. * IN TERRA , UBI RADTX IPSt TEL GERMINANS, 

* TeribU. * COR EJUS NON NOVlT AMARITU&INEM. 

* job. 6. e. * ÌMMO AMARA VISA DULCIA 

ESURIENTI, 
•icr.Thren.i. * ET OPPROBRIJS SATURATO. 

** QVJE VISA , NUNC ETIAM SUNT, 

•J&U38 * CVM S1T IPSE IN PACE, UBI AMARITVDO EJVS DULCISSIMA. 

Il fé- 



2p 

lì fecondo oggetto fpecificavail perdono delle ingiurie ricevute dagli 
Vomini poco ragionevoli; e veniva fimboleggiata fecondo quello riflet- 
to la Manfuetudine , ò Benignità, in una Giovanetti di afpetto fereno, at- 
torniata da uno Sciame di Api , e di Ip ine ; le une fimboli dello fdegno , 
ie altre delle ingiurie, prefi dal Salmo 1 1 7. Circxmdederunt me fi cut Apes> 
& exarferuntficut igms in [finis * ; mentre intanto ella verfava da un' U- " " f '^' 
tello oglio, fegnodi remiifionc , e perdono , come fi hi dall'Ebraica an- 
tica letteratura . L'ifcrizione , che foggiungevafi, è quella 
* BONUS DiSCIPULUS JOANNES, 

QUAM BENE D1DIC1T A MAGISTRO! 
* EN ILLUM INTER MANSUETOS TERUfè" * *£ 

DOCENTEM ETIAM EXEMPLO, 
QU.E DIDIC1T. 
* TANQUAM AGNVS CORAM TONDRNTE SE OBMUTUIT * tf»- 

TASrOR BONUS, 
* QVI ANIMAM SVAM POSVIT PRO OVIBUS SUIS. 
* IDEO CHARVS DEO , CVI MANSVETVDO BENEPLACITVM , *Ecd.c.u 

OECESSIT 

* HiEREDITATE CAPTVRVS TERRAM VI VENTI VM. * Tf.ic.iy 

Il terzorelativamente al foggetto confìderato come Giudicete Prencipe 

Bcclefiaftico è la Moderazione del rigore nel punire gli trasgreflbri delle 

Divine,edEcclefiafHche leggi,delle quali è iiVefcovo diféfore, e cuftode. 

Elprimevafi quella Clemenza,fìglia della Manfuetudine in una Donna di 

fembiante pacato, e dolce, in politura di federe lopra un tronco fporgente 

da una pianta di Ulivojda un ramo della quale pendevano le bilancie,e la 

fpada della Giufìizia vendicativa . Nella finiftra teneva un Proceffomella 

delira un ramo di lauro,indizio di medicina,ò TÌmedioiu££erito dal Cie- 

Io *; lignificando con ciò il temperamento delle'penc,chc fa la Clemenza, * fjerJtb.it 
r j j 1 a- r 1 • L- j r > i-m • Wbcmape- 

uiando del caitigo iol tanto , quanto richiedeli per porgere a mali il ri- cita a Diis. 

medioiefledoche coll'alloro fi purgavano quelli,che avean offefi gllddij.* *nìp-i-p.,uti 

Jfcrizione. 

* COGNOSCETVR JOANNES JVDICIA FACIENS. * Tf. 9 . 

QUI NOSSE CVPIS ACCEDE: 
* PRJEPARA.TVM EST SOLIVM. IN MISERICORDIA: * ifai.16.^ 

SEDIT IN VERITATE 

* INDVTVS JVSTITIA. * lob.i^. 

* V1X NORIS POTESTATEM 1RJE EJVS. • •pm l0 „ 

SUPERVENIT MANSUETVDO, 

* ET CORRIPVIT JUSTVS.1N MISERICORDIA, - . _- 

* INTER MANSVETOS TEURJE , /* 

OPEP ATUS JDDIQVM DOMINI, ' 

qvi 



# 



* 



*£vch\xt. * QÙÌ NON VULT MORTEM PECCATORIS, 

SED VT MAGIS CONVERTATVR , ET VIVAT. 

* ioh.ciyj. * PERVENIT IDEO' AD VICTORIAM JUDIC1UM EJUS: 

* iob.t 9 .t 4 . AGE : CORONETUR IPSO, SIC VT DIADEMATE. 

Ne* Medaglioni pertinenti a quella Virtù fimboleggiavanfi le difpo- 
fizioni dell' animo manfuetodi S. Em. agi' incontri di avvenimenti /pia- 
cevoli, e di fgufiofi alla parte dell' Jrafcibile. 

Nel primo figura vafi il Pefce Fafte,in atto di aflaporare l'acqua marina, 
*ib el ì$ acJ) ^' cnc ne ^ a dì luì bocca diventa dolce % col motto ifttper mei ori meo. * 
P/.1S8.115. Nel fecondo un' Aquila fopra una pianta di Cedro, à pie di cui molte 
Cornacchie le infulrano co gracchiare, efprimeva l'Animo imobile di S.E, 
\Ap.Bolzan. fò le ingiurie de* fuoi male voli.Jl motto era : "Non como^vebitnr.Vfì 11.6. 
Nel terzo un' Alcione dentro il nido full' onde del Mare à galla, col 

* Tf.óS. 16. motto: H$onme àcmergixc.* 

La feconda Beatitudine relativa alIaVirtù della Fortezza era * a Pazieza. 
Figurava!! quella qual Matrona animofa , col pie finifìro fopra unfafcio 

* j.p.Rìp. cjj fpine,* geroglifico delle Tribolazioni , che non giungono a ferir l'ani- 

mo dell'Uomo paziente,e fi Urinava con ambe le mani al feno,in atto di 
x.vont.Max. accarezza ria ,u naCroce unita ad un giogo,in cui li leggeva inciio:S uarve* 
Jì Cartellone d'ornamento rappreientava Elia perieguitato da Jezabe- 
*i-Kegx,ic,.i le , pollo à federe nel Deferto fotto un Ginepro. * 

Jlfuo Genio volante teneva fra le mani una fafeia candida ornata di 
gemme , infegna di regia podeftà , e della corona promeffa nel Regno de 
•Tier.Ub.4,1. CieliaiperfeguitatipcrlaGiuftizia. * 

Quanto agli oggetti riguardati da quella Beatitudine. Jl primo era^ 

l'odio de Malvaggi, la cui fofferenza eroica figura vali in una Donna di 

grave afpetto , porta su piano fparfodi ortiche , che fofleneva fui capo un 

Tter ' 1 !jx " caneftrino di pefce, geroglifico dell'odio preiTo gli Egizii. * E la Jn- 

fcrizione conteneva i feguenti (enfi . 

*ifà.c M .i6. * A p INIBvS TERREE 

tAVDES AUDITE GLORI AM JVSTI: 

MEMO NON IMPROBUS 

JOANNEM ODIT, 

QUEM AMANTES,HINC ETIAM, PROBI SVNT HABITI. 

AT LAUDUM SVMMA: 

P Tf. ÌA . * ODERE GRATIS , 

* p/ios. * ponentes odia pro dilectione. 

de te , lector , coniice: 

testimoni™ habes conscientle bon^e 

si conscivs amoris in illvm tui. 

Il fecondo oggetto di quella Virtù,perfettiflìma nell'ammirabile Car- 
dinale al pari dogrialtra rapprefentava la Maldicenza efprelTa in un grup- 
po di Serpenti fifehianti, polli a pie d una Donna, che lieta in vifo mirava- 

li, tu- 



3 1 
li , turandoli gli orecchi con ambe le mani, e tenendo una rofa, geroglifi- 
co di filenzio tra i labbri . Con che venivafi a dimoftrare la fofferenza^ 
perfetta nel S. Vefcovo , cioè quella che ode, come appunto fé non udiffe; 
e tace a tutte le contumelie,come fé non fapelfe parlare . L'Infcrizione era 

NEMO JOANNE BEATIOR, * • fàrce, t. 

CVI SVPERFVERE QUI MALED1XERINT. 

LONGE A LEGE * * */• ' >«• 

APPROPINQVANTES INIQVITATI 
PERSECVTI ILLVM 
PRO EO UT DILIGERENT 5 DETRAHEBANT. * * Tf. , s. 

MALVM TAMEN SEMEN, * * Luci. M . 

QVOD CECIDIT IN TERRAM BONAM, 
FRVCTVM NON SVVM ATTVLIT IN PATIENTIA. #r , 

USQVE IN TEMPUS SVSTINVIT: * Ecci.c.i.i 9 . 

EST IPSI MODO REDDITIO JUCUNDITATIS 
Il terzo oggetto era quella perfecurionc , forco il cui nome s'intendono 
le prave intenzioni, e le opere de Malvaggi , dirette per la lor parte a to- 
gliere anche la vita . S. Pietro Apoftolo per teftimonio di S. Clemente Pa- 
pa * annoverava tra gli Omicidi^ Detrattori, e chiunque con altri atten- *&.u«d 
tati sfogava gli odj . La fofferenza di quella perfecuzione veniva adom- 
brata in una Donna generofa armata di giacco il petto, di celata il capo, la 
finiflra di feudo, fregiato in mezzo di croce colla Intenzione : In hocfigno. 
Munivafi la delira d'un Afta pura , cioè fenza ferro , e diritta , in fegno di 
Fortezza, come il giacco le di Sapienza * , e lo leudo della fofferenza co *Tier.tib.^t. 
flante al refiftere . L'Immagine è fuggerita da S. Bonaventura nel Salmo 
3 4. Armispugnamus , feuto tegimUY . Jldundus enim duobus modis contro, 
eleclos pugnar , <-verbo , O* gladio . Verbum falfitatis ejus expugnamus per 
Sapientiam , gladio ad'verfttatis rejtjiimus per Patientiam . In Sapientia^, 
ergo accipimus arma ,fcutum in Patientia . Sotto a lei fi vedevano ributta- 
te molte armi a terra , e tra quelle Saette , e Spade , (imbolo della Calun- 
nia , e della Motdacità , prefo dal Salmo $ 6. v. $. dente s eorum arma , C^* 
fagitu } O* lingua eorum gladms acutus . Infcrizione . 

EN 
CVI DONATVM EST 
PRO CHRISTO ETIAM PATI; * * Mvhihp. 

IMMO ET OCCIDI. C1 

UNDE? 
GLADIO LINGVO; * ••*&»*/ 

KTQl IDEO GAVDENS ;, QVIA DIGNVS HABITVS EST. * V uUor 

AGITE: 
IPSI ETIAM GAVDETE, 
QVI CONTUMELIA , Et TORMENTO INTERROGASTE: * • sap.it. 

AD VOTUM ACCIDIT: 
PROBASTIS PATIENTIAM. 
AT IN HAC ILLE POSSIDET ANIMAM SUAM : * * !«.«. 

VTINAM RESIPISCENTES 
VESTRAM IPSI POSSIDEATIS. I tré 



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Li tré Medaglioni corriipondenti ai predetti oggetti contrafiegnavano 
la di/pofizionc dell' Animo 3 colla quale il fòrtillìmo Prelato tollerò le Tue 
tante perfecuzioni . 

Nel primo s'cfprimca la Coftanza colla Immagine di una Salamandra 
in mezzo alle fiamme , che ne il geroglifico fuffgefito dal Nazianzeno , 
Ub.i6.dc sai. c °l motto prclo pure dal S. Lttatur ì O* f vi f vit. * 

Nel fecondo lì elprimeva il vataggio,che riporta l'Anima ben difpofta 
dalle lue perfecuzioni,in un garzuolo di lino , gcroglifico'di Perfona facra 
'Vrov.\C6. prcifo il fouracitato Pierio colmotto : Melior eftpatiens ; * ciò che fi ac- 
corda col detto di Plinio colà, dove fcrilTe medefimamente del Lino: 
Tlm.l.i?. jfùayjà fi t rnclius . ** 

m Nel terzo fi figurava quell' eccello di contento efpreflb da Crifto co! 

'■" -*- 1 *• nome di Esultazione ; Bxultatej&c. * con un Delfino, che fefteggia fra le 

minacele delle Tempefte>coI motto prefo dalSahaió s^.v.j.A tempriate. 

FINIMENTO DEL CATAFALCO, 

£ fuo legamento all' efiremita de quattro fuoi angoli . 

DEfcritti distintamente i quattro angoli del Catafalco, con tutte le loro per- 
tinenze , altro non reità fé non vederne il ino legamento all'estremità della 
Machina in alto - Si univa quella pertanto con piramide ottangolare intrecciata., 
di cartellami, e fogliami ; nella fommità della quale feorgevafi la Beatitudine del- 
la Patria, in atto di accogliere le Beatitudini della via, di cui diflufamente fi è 
fcritto . I Gen j di quelle legavanfi con vago intreccio, con i Genj di quella, diflin- 
ri anch' elfi colle divife lor proprie ; ciò che veniva a dare quell' ultimo compimen- 
to alla Machina , onde l'occhio avea quello del fuo diletto . 

Con quella ultima difpofizione di Simboli , e di Figure fi terminava la pompa_ 
del Funera le apparato ; alla cui magnificenza fu pari in tutto la folennità delle fo« 
lite facre Efequie , celebrate con 4. Chori di Mufici al numero fin di 100. tra voci , 
e Stromenti,trà quali non pochi di forestieri ; coli' intervento degli Ecc.mi Signori 
BERNARDO CORNARO Podeità ; e PIETRO GIROLAMO CAPELLO 
Gap. Gr. ; della Illuftrifiìma Città, e fuoi Magistrati j fuggellandofi con elle le_ 
dimoltrazioni del pubblico vero lutto ,ed univerfaliffimo lincerò affetto rerfo 
Pallore sì benemerito 5 la cui memoria in benedizione farà per effer eterna negli 
animi di quello fuo da lui amatilfimo,e di lui amanrifBmo Gregge . 

PROTESTA DELL* AUTTORE. 

PER ubbidire ai decreti della Santità diN.S.UjbanoVlILP.M. fottoli 18. 
Marzo 1625. confermati li 5 . Luglio 1634.5(1 protetta che i nomi di Beato,ed 
ogn' altra forinola efprelfiva di Santità tifata, e riferita in quello riconto , non fi 
devon ricevere fé non come efpreffioni adoperate unicaivcntr per dare ornamento 
al penfiero ,enon altrimenti per lignificare, ò per ;«6crii e opinione di Santitàap- 
provata dalla Santa cM^fa Romana, alla quale fi profefla una oflequiofiifima , 
intera , e perpetua ubbidienza . 

A quella finceriffima protesta aggiunge I'Auttore una fupplica aflèttuofa al dif- 
creto Lettore, pregandolo à compatire gli errori fuoi, e della Stampa ; a cui per le 
angustie del tempo non è stato poffibile il far tutta la correzzione, che fi doveva . 

IL FINE,